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I paesi che costellano il territorio dei Nebrodi sono ricchi di tradizioni e soprattutto di storia che si
può leggere nei bei monumenti presenti o semplicemente sul viso, segnato dal tempo, di qualche abitante.
Con il programma "La Strada dei Sapori" si vuole proporre un viaggio, tra passato e presente, attraverso la
tradizione enogastronomica e non solo, di questi piccoli centri dove l'ospitalità e la cortesia sono di casa.
Tale viaggio, scandito da particolari momenti all'insegna del gusto e dei sapori, è stato concepito per far
conoscere, al turista curioso o più esigente e all'appassionato, le bellezze della nostra terra.
I paesi dei Nebrodi vantano un'antica tradizione pastorale che si perpetua sino ai giorni nostri attraverso una
ricca produzione casearia. Grazie alle particolari condizioni climatiche e alla presenza di pascoli ricchi di
essenze aromatiche, si produce un formaggio tipico che viene ottenuto dal latte crudo nel rispetto di antiche
tecniche di lavorazione.
Vasta è la gamma di prodotti: in tutta l'area si producono: il canestrato, il pecorino, la ricotta e la provola.
Il canestrato è ottenuto dal latte di pecora mischiato a quello vaccino; è simile al pecorino nella forma e
nella stagionatura.
Il pecorino è invece prodotto con latte di pecora e si fa stagionare aggiungendo del sale attorno alla forma.
Per la produzione della ricotta si segue un procedimento che risale alla notte dei tempi. Dopo aver separato la "tuma",
sistemata in fiscelle possibilmente di giunco, viene messo sul fuoco il siero e portato ad una temperatura di 75°.
A questo viene aggiunto il latte che si porta alla stessa temperatura e si immerge un rametto di fico che, grazie al lattice,
fa quagliare il siero mentre la ricotta sale in superficie.
Questa si può consumare subito oppure viene messa in fiscelle. Gustosissima è la ricotta salata, fatta seccare
al sole o infornata.
La provola si produce in diversi periodi ma quello ideale per la stagionatura è maggio / giugno. ll latte vaccino
viene coagulato col caglio di capretto o di agnello e poi filato, gettando sopra acqua calda.
La pasta viene lavorata a lungo con una paletta di legno e poi con le mani, seguendo un'antica tecnica, simile a quella
della lavorazione del pane.
Può avere diverse stagionature e il sapore può variare dal dolce al piccante.
Quella prodotta nell'area di Castel di Lucio, Mistretta e Caronia ha forma ovoidale e raggiunge il chilogrammo.
Un'altro prodotto tipico che trova la sua collocazione in molti centri nebroidei è il salame. E' ottenuto da
tagli di maiale di razze diverse tra cui quella del Nero dei Nebrodi. La carne viene tagliata a grana grossa in
punta di coltello, conciata con sale, pepe e talvolta peperoncino. Quest'ultimo ingrediente caratterizza il salame di
S.Marco, differenziandolo da quello di S.Angelo di Brolo. L'impasto è insaccato in un budello gentile suino
che mantiene morbido il salame. La stagionatura varia dai 2 ai 3 mesi.
Degno di menzione è anche il capocollo, ricavato dal taglio dei muscoli della parte dorsale del collo. Dopo
essere stato disossata, sgrassata e rifilata, la carne viene fatta insaporire,per circa dieci giorni, in una concia
di sale, pepe e vari aromi naturali. Essiccato nel budello di maiale, viene poi legato e posto in ambiente aerato
dove resterĂ per un paio di mesi. Una variante è il capocollo affumicato.
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